House of Gucci – parte 1

house of gucci

Primo personaggio, prima parte

Esattamente il giorno di Natale sono andata a vedere House of Gucci avendo ben chiaro in testa cosa avrei visto, al contrario del mio fidanzato che probabilmente si aspettava altro. Il film di Ridley Scott più atteso dell’anno, colui che ha amplificato il nome Gucci freneticamente scatenato le vendite di pezzi vintage della Maison, in ogni tipo di outlet, sito, negozio, mercato e qualsivoglia posto, mi ha lasciata con delle sensazioni ambivalenti.

Per comprendere questo film bisognerebbe specificare cosa non dovete aspettarvi, ovvero non dovete aspettarvi un thriller, né un documentario sulla maison fiorentina, non è un film che parla di moda, la moda fa solo da corollario in uno scenario ben diverso in cui il nucleo principale è un omicidio successo il 27 marzo 1995 a Milano, ovvero: l’omicidio di Maurizio Gucci commissionato dall’ex moglie Patrizia Reggiani.

Tradotto in soldoni: una tragedia di cronaca nera!

La storia

Di solito in film del genere ci sono sempre personaggi da psicanalizzare, e che mi diverte molto farlo, ma questo film offre una sfacciata e palese caricatura dell’intera vicenda retta da straordinari attori con performance pazzesche ma mostrati a noi, interdetti spettatori, come se fossero esposti in una lussuosa sfilata della già citata casa di moda. Vi spiego meglio: mi aspettavo il drama, ma non mi aspettavo la parodia, e questo devo dire mi ha spiazzata.

Detto ciò, ho potuto ammirare una sanguigna Lady Gaga nel ruolo di Patrizia Reggiani che mi ha ipnotizzata per tutto il tempo facendomi passare due ore e mezza velocemente.

Diciamolo: House of Gucci è un film cucitole addosso come un abito d’alta moda.

Lady Gaga interpreta una moderna Clitennestra in chiave glamour, l’antieroina disposta a tutto per la scalata sociale, e più arriva in alto più è in contrasto con il marito che decide di lasciarla. Come spesso accade per un’altra, impazzisce, fino a spingerla ad organizzare l’omicidio del marito. A mio avviso interpretazione, insieme a Jared Leto, degne di Oscar.

L’interpretazione

La fusione con Lady Gucci è totale, c’è da dire che l’attrice neanche ha voluto conoscere la vivente Patrizia Reggiani scaturendo il suo rammarico, è bene ricordare che quest’ultima ha chiuso i conti con la giustizia dopo aver scontato 17 anni di reclusione in carcere.

Colpisce la sua interpretazione non solo per la somiglianza notevole, creata ad hoc, ma soprattutto nell’atteggiamento sprezzante e risoluto.

Il make-up di Lady Gaga

Esteticamente parlando il make-up di Lady Gaga è stato creato da una talentuosa Sarah Tanno che l’ha trasformata scena per scena per tre decenni, anni ’70, ’80 e ’90, accentuando notevolmente la somiglianza con Patrizia Reggiani ma allungandole l’occhio alla Gina Lollobrigida, e raffreddandole i colori alla Liz Taylor imitandone il taglio dei capelli e usando una tinta quasi nera.

Gli anni ’80

Il make-up evolve chiaramente con il passare dei decenni, negli anni ’70 ha usato cipria e matita, mentre negli anni ’80 si nota chiaramente l’uso dell’eyeliner. Sulla bocca ha fatto un notevole lavoro, Lady Gaga le ha le labbra più grandi della Reggiani; quindi, sono state tecnicamente cancellate con il make-up e rese più piccole dai contorni più netti accentuandone l’arco di cupido, dando volume al centro con finish satinati ed abolendo l’uso del matte.

Gli anni ’90

Negli anni ’90 c’è un cambio totale, perché il make-up riflette l’ossessione del personaggio quindi tutto si tinge dal retrogusto più “noir”: gli occhi sono truccati con una matita nera “sbavata” quasi da farli sembrare sporgenti e dallo sguardo fisso, le sopracciglia sono più in basse, le sue labbra più piccole, rese secche nella consistenza, poi c’è un graduale invecchiamento. Il tutto è fatto senza protesi e solo con il trucco e questo dimostra la maestria della Tanno e del suo staff.

I costumi

Si vede la mano della britannica Janty Yates, frequente collaboratrice di Ridley Scott, già nel 2001 vinse l’Oscar per i migliori costumi nel Il gladiatore. A mio avviso potrebbe vincerlo anche quest’anno, o quantomeno è degna di una nomination. Lady Gaga inizia il film avvicinandosi in una festa ad un impacciatissimo Adam Driver, quando sente il nome Gucci. La sensualità maliziosa nella sua finta innocenza prende il sopravvento e vestita dai toni del rosso con una marcata somiglianza a Liz Taylor, tanto da farglielo notare lo stesso Maurizio Gucci, inizia lei a corteggiarlo.

 “Casualmente” lo rincontra in libreria vestita rigorosamente in trench Burberry vintage e foulard Gucci vintage, per poi passare ad un vestito delizioso, firmato Max Mara Studio abbinato a una pochette Gucci dell’epoca, dallo sfondo marrone con pois bianchi che riecheggia l’abito a pois in Pretty Woman, ma senza braccia scoperte.

L’evoluzione del personaggio

Col passare del tempo, ed il procedere della storia, i suoi capelli iniziano a gonfiarsi, le pellicce prendono il posto del trench, il suo corpo si riveste di catene e gioielli in oro e diamanti sempre più vistosi, tutti firmati Bulgari, proprio come li usava la vera signora Reggiani. Indossa sempre maxi-occhialoni da sole stondati come all’epoca si usavano, vistosissima perfino a St. Moritz, dove indossava una tuta da sci rossa e maxi-colbacco.

In tutto il film House of Gucci la forma del corpo è stata volutamente “clessidrizzata” cintandole la vita con maxi-cinte, i suoi look non mancano mai del dettaglio marchiato Gucci. Spesso era proprio la cintura che aveva il monogramma della doppia G come fibbia e serviva sempre a cingere ed evidenziare il punto vita. Gli abiti sono spesso estremamente strutturati con scollature in evidenza e spalline rinforzate che modellavano molto bene la figura accentuandone le forme.

Lady Gaga in tutto il film è un tripudio di Yin, credo che lei abbia anche una percentuale Preppy oltre allo Charming, ma ha una grossissima base Yin che le ha permesso di vestire egregiamente i panni della signora Reggiani.

Mi è rimasta impressa una scena cult, con lei e Salma Hayek nei panni della cartomante Pina Auriemma che ordiscono l’assassinio mentre si spalmano a vicenda i fanghi in una spa, degne di un rito tribale di due guerriere prima di una battaglia.

Ci sarebbe da dire tanto altro ma oggi finisco qui per poi postare altri pezzi sugli altri personaggi!

Fatemi sapere se avete visto House of Gucci e cosa ne pensate!

A presto Giusy

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